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sabato 25 gennaio 2014

ITALIA - ROMANIA. LA PUGILISTICA QUERO - CHILOIRO FA IL PIENO. SUL RING, ANCHE UN MOTTOLESE.


Anche un mottolese, Francesco Castellano della “Quero - Chiloiro” di Taranto, ad Ugento, per l’incontro di pugilato internazionale Italia - Romania.

Un gran galà pugilistico, che è stato organizzato, nella città pugliese, dall’Assessorato allo Sport di Ugento, in collaborazione con A.S. Eventi & Sport e la società pugilistica BeBoxe di Copertino. Il tutto, sotto la regia di Totò Carafa.
Sul ring, a rappresentare la squadra italiana, l’Elite Giuseppe Carafa (BeBoxe, Copertino), i gemelli Damiano e Nicola Cordella (Junior della BeBoxe, Copertino), l’Elite Tony Sponziello di Brindisi e ben due pugili della “Quero – Chiloiro” di Taranto: Francesco Magrì, Junior kg 61, che ha sfidato Andrei Sfiriac (Junior kg 59) e l’Elite 2^ Serie, kg 76, Francesco Castellano, il mottolese che, agli ultimi 91^ Campionati Italiani Elite, disputatisi al Palasport di Galliate, è arrivato ai quarti di finale.
Sul ring, a suon di pugni, al PalaOzan - Tiziano Manni di Ugento, Castellano ha dovuto sfidare il rumeno Lorand Szabo: un’impresa non semplice per il pugile mottolese, visto che il suo avversario aveva all’attivo ben cinquanta match. Il risultato finale? Castellano ha vinto ai punti tutte e tre le riprese.
All’angolo, oltre ai maestri Salvatore Versace e Mimmo Inerte, come sempre, ad incoraggiarlo e a fornirgli, in diretta, consigli utili per poter sopraffare il suo avversario, c’era il maestro Vincenzo, padre di Aldo Quero, che, di recente, per i suoi oltre quarant’anni di attività, dalla Federazione Pugilistica Italiana è stato nominato “Maestro Benemerito”.
Nonostante l’ottimo risultato incamerato, anche questa volta, sia a livello personale che per l’intera squadra italiana, Francesco Castellano, forte di quel senso di autocritica che lo contraddistingue, scevra da ogni forma di presunzione, ha, così, commentato: “Potevo fare di meglio e devo continuare a farlo. Chi combatte sul ring non può mai permettersi di dire ‘questa volta ho dato il massimo’. Sarebbe come dire ‘non c’è bisogno di migliorarsi’. Invece, ogni allenamento è una sfida; ogni sfida è un banco di prova per imparare a superare quelli che, prima si salire sul ring, erano i propri limiti”. Un ringraziamento, poi, ai maestri della “Quero – Chiloiro” e, soprattutto, a mamma Rosanna e papà Mino, che non gli fanno mai mancare il loro “supporto morale ed affettivo”.

M. Fl.

Fonte: piazzanews.it