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giovedì 21 maggio 2015

LE STUDENTESSE DEL LICEO DELLE SCIENZE UMANE RICORDANO IL PROFESSORE ESPOSITO.


NOCI (BARI) – È gremito di gente il Chiostro delle Clarisse nocese, nella serata del 14 maggio, per accogliere il frutto del lavoro e dell’amore dello studioso e professore estinto Giulio Esposito.

Ad aprire la serata è uno spontaneo intervento delle studentesse delle classi quinte del Liceo delle Scienze Umane (“Da Vinci - Galilei” di Noci), che chiedono di leggere un pensiero scritto per omaggiare il professore. Per ricordare l’insegnante che ha guidato loro nello studio della filosofia durante l’anno scolastico 2012-2013, decidono di parafrasare lo psicanalista lacaniano Massimo Recalcati. “Il bravo insegnante non è solo colui che sa ma colui che sa portare il fuoco. Portare il fuoco significa che un insegnante non è qualcuno che istruisce, che riempie le teste di contenuti, ma innanzitutto colui che sa portare e dare la parola, sa coltivare la possibilità di stare insieme, sa fare esistere la cultura come possibilità della comunità, sa valorizzare le differenze, la singolarità, animando la curiosità di ciascuno”. 



La studentessa Susanna Rinaldi conclude: “a noi il privilegio di aver conosciuto il professor Esposito e la fortuna di poter continuare a sentire ancora il calore che il suo fuoco ci ha trasmesso”. In questo clima di grande commozione si dà inizio alla presentazione del volume “Noci, un Comune del Mezzogiorno nella Grande Guerra”, al quale con amore e passione lo storico nocese si è dedicato fino agli ultimi mesi, travagliati, della sua vita. Ad illustrare il testo è il direttore della biblioteca comunale Giuseppe Basile, il sindaco di Noci Domenico Nisi, il vice Prefetto di Bari Mario Volpe e il direttore dell’IPSAIC Vito Antonio Leuzzi. La serata è volta a comprendere il valore di un’opera che mostra con cura e dettagli le vicende socio-politiche di Noci ai tempi della Prima Guerra Mondiale. L’intento degli interventi e delle spiegazioni circa il contenuto è quello di suscitare interesse e curiosità per il libro, nell’indubbia certezza che saprebbe “portare il fuoco” nell’animo e nella mente del lettore.

Giada Intini
Liceo delle Scienze Umane, V A

IIS “L. da Vinci – G. Galilei”