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giovedì 23 marzo 2017

TARANTO, NEL CARCERE LA «VIA CRUCIS».


Simboli sacri nella casa circondariale di Taranto. Si rinnova anche quest’anno l’oramai tradizionale appuntamento con la Via Crucis nel carcere di via Magli. Venerdì 24 marzo, infatti, il solenne rito organizzato dall’arciconfraternita del Carmine e dalla confraternita Maria Santissima Addolorata e San Domenico di Taranto, sarà riproposto tra i detenuti nel primo pomeriggio.

In una conferenza stampa nella casa circondariale alla quale è anche intervenuta la direttrice del carcere Stefania Baldassarri, insieme ai priori Antonello Papalia del Carmine e Raffaele Vecchi per l’Addolorata, è stato evidenziato che «la Via Crucis è il rito della Chiesa Cattolica con cui si ricostruisce e commemora il percorso doloroso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota». Questo rito «è da sempre per la città di Taranto una delle rappresentazioni popolari più importanti e caratteristiche. Essa è un momento di preghiera, di riflessione, un cammino penitenziale molto sentito da tutta la cittadinanza».
La direttrice Baldassarri ha quindi sottolineato che «la direzione del carcere ha accolto da subito con entusiasmo la richiesta pervenuta tre anni fa dalle due note confraternite del Carmine e dell’Addolorata, gelose custodi dei Riti legati alla Settimana Santa, di poter svolgere all’interno della struttura penitenziaria la Via Crucis. Questo affinchè anche la popolazione detenuta fosse completamente coinvolta in quella che rappresenta la più antica e sentita tradizione religiosa tarantina».
Conferma in proposito il priore Vecchi: «Lo spirito con il quale ogni anno proponiamo la Via Crucis tra i detenuti, è sempre quello di dare una pregnante testimonianza della nostra presenza a chi soffre ristretto nel carcere, e, nel tempo stesso, portare all’interno della casa circondariale i simboli sacri della nostra Settimana Santa». Entrambi i priori delle confraternite tarantine protagoniste assolute della Settimana Santa di Taranto, tengono poi a precisare che «da parte dei confratelli quello della Via Crucis all’interno del carcere viene vissuto come un pio esercizio estremamente sentito». «Ovviamente - aggiunge Vecchi - per motivi organizzativi il numero di confratelli che partecipa alla Via Crucis nella casa circondariale di Taranto è limitato, ma sono tantissimi coloro che chiedono di essere presenti. Per tutti loro si tratta di un momento di profonda riflessione in unione con chi soffre, certamente perché ha sbagliato, che però deve avere la possibilità non solo di redimersi, bensì anche di continuare a vivere le cose più importanti della vita e di farlo nella fede».
Ed esattamente una settimana dopo questa Via Crucis, il 31 marzo, l’arciconfraternita del Carmine di Taranto e quelle del Carmine di Martina Franca e Mottola parteciperanno tutte insieme alla liturgia stazionale che avrà luogo a Martina in piazza XX Settembre a partire dalle 19.30. La liturgia sarà guidata dall’arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro, e dal vescovo di Castellaneta, Claudio Maniago. Presenti anche i padri spirituali dei tre sodalizi religiosi e la banda «Armonie d’Itria» diretta dal maestro Riccardo Zigrino.


Pamela Giufrè