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martedì 19 marzo 2013

UN REPARTO PER CURARE PERSONE CON PROBLEMI PSICHIATRICI


IL SINDACO PINTO: L'OSPEDALE NON DIVENTERA' UN MANICOMIO GIUDIZIARIO

Mottola conferma la vocazione riabilitativa come “Centro di Cura e Custodia”.

Il sindaco di Mottola, Luigi Pinto, ribadisce che l'ultimo piano dell'ex ospedale di Mottola sarà adibito alla riabilitazione di soggetti con problemi psichiatrici che hanno subito condanne di lieve entità, ma che la valutazione medica li individua come soggetti che potrebbero essere guariti se sottratti al regime carcerario e curati in appositi centri di riabilitazione medica. “E' da escludere nella maniera più categorica possibile che l'ex ospedale di Mottola possa diventare un “manicomio giudiziario” ed anche se lo volesse – rileva il sindaco – non potrebbe esserlo perché tali strutture sono abolite e vietate dalle leggi nazionali e dalle direttive europee”.
Il sindaco Pinto è tornato sull'argomento facendo chiarezza dopo l'intervista pubblicata domenica scorsa sulla “Gazzetta”. Il sindaco di Mottola chiarisce che per i soggetti ritenuti più pericolosi saranno previste apposite strutture di comune accordo tra i ministeri di Giustizia e Sanità. Verranno predisposte per un regime detentivo, di cura e guarigione carceraria, e l'unico centro previsto in Puglia sarà ubicato presso il carcere di Lecce come struttura giudiziaria e come centro di igiene mentale. Pertanto a Mottola, così come nelle altre due strutture che saranno realizzate in Puglia con 20 posti letto ciascuno, verranno ricoverate solo persone ritenute guaribili, utilizzando la struttura sanitaria esistente nella logica del pieno utilizzo. “In questo contesto – aggiunge il sindaco Pinto – abbiamo l'esigenza di sgombrare il campo da discussioni perniciose e distraenti dal nostro primario obiettivo che è quello di ingaggiare con la direzione regionale della sanità e dell'Asl tarantina una vera trattativa per definire, una volta per sempre, un piano di utilizzo globale e totale della struttura ex ospedaliera mottolese a partire dalla conferma della vocazione principale della riabilitazione, come scelta primaria dell'intervento, e attraverso il maggiore potenziamento dei servizi territoriali e l'insediamento di nuove aree di intervento come il Centro Risveglio e l' Hospice, vale a dire un centro per malati terminali tumorali con terapie palliative”.
FRANCESCO FRANCAVILLA

Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO