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lunedì 14 dicembre 2015

NOCI: INNOVAZIONE DIDATTICA, SCELTE SOSTENIBILI E SVILUPPO DEL TERRITORIO.


Pubblicati gli Atti del XVI Convegno Nazionale degli Insegnanti di Scienze Naturali. Le scienze naturali nella scuola ovvero il periodico quadrimestrale dell’Associazione Nazionale degli Insegnanti di Scienze Naturali (ANISN) ha pubblicato (33-1/2015) – per le iniziative editoriali della Loffredo di Napoli – gli Atti del XVI Convegno Nazionale ANISN, sul tema Innovazione didattica e scelte sostenibili per lo sviluppo del territorio, svoltosi a Locorotondo/Bari, dal 9 al 13 settembre 2013.

Il Convegno – organizzato dall’ANISN, in collaborazione con l’Università di Bari (proff. Palmieri, Martelli, Savino, ecc.) e col Centro ricerche, sperimentazione e formazione in agricoltura “Basile Caramia” di Locororondo – ha messo a fuoco la relazione sussistente tra i tre termini dell’innovazione didattica, delle scelte sostenibili e dello sviluppo territoriale, nell’oggi del cambiamento climatico e scientifico: termini che, a loro volta, sono stati verificati “sul campo” attraverso alcune sperimentazioni di biodiversità e alcune visite guidate in siti altamente specializzati sulla materia trattata.
Non potendo dare conto (pp.165), in questa sede, di tutti gli originali contributi offerti all’attenzione degli studenti, degli studiosi e dei docenti, anche universitari, di scienze naturali, esponiamo i contenuti di due relazioni che ci sembrano diano fondamento e coronamento al tema generale, i cui risvolti interdisciplinari, multidisciplinari e transdisciplinari hanno un’importanza decisiva per la buona scuola del futuro.
Paola Bortolon – Dirigente Scolastica ed Esperta di sperimentazione ed innovazione didattica – ha problematizzato l’argomento dal titolo Innovazione didattica e valutazione delle competenze: argomento molto attuale a motivo delle ricorrenti e diffuse criticità del rapporto, logico ed epistemologico, che c’è tra l’innovazione didattica e le competenze specifiche, richieste dal mondo del lavoro e, segnatamente, dal mondo delle biotecnologie applicate al sistema delle opzioni sostenibile per lo sviluppo integrato e integrale del territorio e dell’ambiente. Dopo una succosa premessa scolastico-istituzionale, la relatrice si è soffermata su tre punti essenziali. In ordine al primo punto, la Bortolon – con un corredo bibliografico aggiornato – ha precisato il significato che la parola competenza/e ha nell’universo scolastico e scientifico del nostro tempo. “Il soggetto competente – ha affermato l’Esperta – è colui che dispone di risorse cognitive, di metodologie euristiche e di abilità metacognitive”: si tratta, quindi, di possedere gli strumenti disciplinari e flessibili atti a governare e a praticare la complessità multipla delle nuove scienze naturali e dei nuovi programmi scolastici, che prevedono “competenze specifiche in uscita” capaci d’incidere sui modelli innovanti della produzione del settore agricolo e delle sue declinazioni. In ordine al secondo punto, la Bortolon si è soffermata sulle prove di accertamento delle competenze: prove che vanno correlate soprattutto alle disposizioni conoscitive, volitive e relazionali degli studenti. Le conoscenze dichiarative (sapere cosa), procedurali (sapere come), condizionali (sapere quando e dove), le abilità (sapere fare), le capacità organizzative e di transfer sono le direttrici di marcia che danno contezza credibile all’”accertamento delle competenze”: accertamento che non trascura le indicazioni dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e del Programme for International Student Assesstment (PISA). In ordine al terzo punto, la relatrice ha dato spazio, inoltre, alla valutazione delle performance con l’assesstment center, basata sulle dinamiche della psicologia culturale (da Piaget, 1945 a Fabbri & Munari, 1984) e riscontrabili per mezzo di processi reattivi, dinamici e interattivi dei soggetti in campo. Col metodo dell’”assesstmen center” si dispongono, infine, tre osservatori diversi che, usando indicatori mirati, sono in grado di far convergere la performance verso una configurazione competenziale oggettivabile e condivisibile.
Rosa Roberto – Dirigente Scolastica e Presidente ANISN-Sezione Puglia – ha trattato, invece, l’argomento attinente agli Esempi di innovazione didattica funzionali allo sviluppo delle competenze specifiche: dopo aver delineato il quadro normativo, italiano ed europeo, della materia e dopo aver specificato il significato che la comunità scientifica e scolastica dà alle parole conoscenza, abilità e competenza, la relatrice ha codificato il fatto che per “apprendimento” s’intende l’unità dell’osservazione sistematica, dell’uso del metodo scientifico e dell’analisi del risultato finale raggiunto (Pellerey, 2004). La prof.ssa Roberto – molto vicina agli ambienti dell’Università e delle Accademie Nazionali delle Scienze e dei Lincei – ha illustrato, quindi, le innovazioni didattiche legate all’alternanza scuola-lavoro, all’attività di laboratorio, al lavoro per progetto e al lavoro per problemi. Circa l’alternanza scuola-lavoro, la Dirigente Scolastica ha riferito che tale alternanza è diventata, ormai, un’esperienza indispensabile per il conseguimento delle finalità della Scuola del nostro tempo: esperienza che si organizza attraverso veri e propri periodi alternati di studio e di lavoro, modulato col discernimento critico delle variabili e strutturati con “una didattica flessibile ma completa”. In merito all’”attività di laboratorio”, la relatrice ha incentrato il suo dire sul binomio competenza-prestazione: binomio che soltanto l’attività laboratoriale riesce a realizzare e dove il docente si trasforma in “mediatore scientifico e culturale”, che finalizza la sua attività al sapere, al saper fare, al saper essere e al saper stare con gli altri. “Il lavoro per progetti” mette insieme – ha detto la Roberto – una serie di competenze specifiche sia dei docenti sia degli studenti: competenze che si stratificano in competenze strumentali, interpersonali e sistemiche perché tendono non soltanto a praticare il processo educativo e formativo ma tendono anche a dare sostanza al prodotto finale, che deve essere fruibile dai soggetti interessati al suo uso occasionale o costante. Le competenze di cui sopra hanno altresì una loro articolazione interna il cui tecnicismo non è utile segnalare in questa sede: ciò che più preme segnalare, qui, è invece, il fatto che nell’odiernità scolastica e scientifica l’innovazione didattica del lavoro per progetti non può essere assolutamente sottovalutata o ignorata. Analogo discorso si può fare in riferimento al “lavoro per problemi” dove alla tassonomia classica e aggiornata va sostituita la tassonomia ermeneutica, che, se, da una parte, pone nuove questioni sull’apprendimento in relazione alle nuove conoscenze delle neuroscienze, dall’altra, apre a inedite possibilità attive e operative, segnate dai vincoli della tempistica e della robotica elementare. Nell’universo scientifico delle biodiversità e dell’agricoltura moderna, questi suggerimenti ci sembrano molto significativi, anche ai fini di un corretto assetto che delinea i contorni compossibili dell’ecologia umana e integrata e dell’ecologia ambientale e integrale.-
Tommaso Turi

IIS "Da Vinci - Galilei"