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venerdì 5 dicembre 2014

IL CORPO FORESTALE DELLO STATO GARANTE DEL RISPETTO DELL'AMBIENTE: SEQUESTRATO UN FONDO DOVE SONO STATI TAGLIATI ULIVI SECOLARI.


Uno dei più grandi frantoi oleari d’Europa è stato sequestrato nell’ambito di una indagine condotta su delega della D.D.A. di Bari. L’operazione è stata condotta da una task force del Corpo Forestale dello Stato di Bari, coordinata dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Comando Provinciale. 

Gli agenti hanno verificato, che le acque di vegetazione derivanti dalla lavorazione delle olive erano smaltite direttamente in falda, in violazione delle normative ambientali di settore. Si presume che lo smaltimento sia stato praticato per anni, con verosimili danni per l’ambiente.
Contemporaneamente i Forestali, in eseguito a un controllo su un altro frantoio appartenente alla stessa famiglia, hanno sequestrato la vasca di decantazione per lo stoccaggio delle acque di vegetazione che, invece di essere stagna, era munita di una condotta che convogliava le acque direttamente nel sottosuolo. Tre persone residenti a Grumo Appula (BA) sono state denunciate per scarico abusivo, falsità in atti, nonché del delitto di traffico illecito di rifiuti.

In località “Masseria Liticuso”, in agro di Mottola (TA), invece, nel corso di un servizio mirato alla repressione degli illeciti ambientali, con particolare riguardo a quelli che minacciano le Aree Protette, i Forestali hanno accertato che sono statitagliati, per ricavarne legna da ardere, ben quarantuno alberi di olivo con fusto del diametro variabile da 20 a 120 centimetri. Molti fra questi erano alberi secolari; in particolare, tre avevano dimensioni tali da essere stati classificati come ulivi monumentali ai sensi della Legge Regionale 4 giugno 2007 n. 14 di “tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia”. Il carattere di monumentalità viene attribuito alle piante di ulivo secolari sia per le notevoli dimensioni sia per la forma scultorea del tronco, che le rendono vere e proprie opere d’arte naturali.
La zona in questione, oltre a essere considerata Area Protetta poiché inclusa nella Zona 1 del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, è sottoposta a Vincolo Paesaggistico per effetto della Legge 29 giugno 1939 n. 1497 per la protezione delle bellezze naturali, con dichiarazione di “notevole interesse pubblico” avvenuta con D.M. 8 giugno 1973; rientra inoltre nel perimetro del Piano Urbanistico Territoriale Tematico/Paesaggio della Regione Puglia ed è anche sottoposta a Vincolo Idrogeologico.
Il taglio degli alberi era stato effettuato senza né il preventivo Nulla Osta dell’Ente di gestione provvisoria del Parco, né l’Autorizzazione Paesaggistica da parte del Comune di Mottola; di conseguenza gli agenti hanno sottoposto l’intera area, di circa 8000 metri quadrati, a sequestro preventivo per evitare il ripetersi del reato con la conseguente eliminazione dei rimanenti alberi di ulivo secolari.
Le due proprietarie dell’area sono state deferite alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto per violazione dell’art. 734 del Codice Penale (distruzione e deturpamento di bellezze naturali), oltre che delle prescrizioni contenute nel ”Codice dei beni culturali e del paesaggio”, il D.Lgs. 42/2004, che all’art. 181 prevede la reclusione da uno a quattro anni per chiunque esegua in assenza di autorizzazione lavori di qualsiasi genere su beni paesaggistici ricadenti su immobili o aree che per le loro caratteristiche paesaggistiche siano stati dichiarati di notevole interesse pubblico. A queste violazioni si viene ad aggiungere quella alla Legge quadro sulle Aree Protette.

Il taglio di alberi secolari, avviene spesso nella completa ignoranza delle norme che tutelano le singolari caratteristiche del territorio pugliese, dove aree ricche di biodiversità sono integrate ad aree soggette all’intervento dell’uomo. Il Corpo Forestale dello Stato si fa garante che l’intervento antropico avvenga nel pieno rispetto dell’ambiente e della continuità delle tradizioni della popolazione rurale.

Fonte: www.ambienteambienti.com